Notizialibera.it il primo blog di informazione libera sul web

Cronaca

APPELLO DI UN MILITARE IN FIN DI VITA: SALVATE I MIEI COLLEGHI

APPELLO DI UN MILITARE IN FIN DI VITA: SALVATE I MIEI COLLEGHI
ottobre 18
20:31 2014

Un militare in congedo, in fin di vita per l’asbestosi, affida le sue speranze ad un appello al comandante generale della Guardia di Finanza, Saverio Capolupo: “Non fermate le bonifiche nelle caserme e vi prego, pensate agli orfani”.

ECCO LA LETTERA

Ho quarantacinque anni, tre figli di cui due in tenera età di sette anni e diciassette mesi, e morirò tra poco. Sono malato di asbestosi, avendo prestato servizio per lunghi anni in esposizione a polveri e fibre di amianto, in assenza di strumenti di prevenzione tecnica e di protezione individuale.Per quasi un quarto di secolo ho indossato la divisa delle Fiamme Gialle e oggi La imploro affinché si prosegua l’attività di bonifica delle caserme e non si lascino soli gli orfani”.

L’appello disperato arriva da Antonio Dal Cin, militare della Guardia di Finanza in congedo, riformato in seguito all’insorgenza di una patologia asbesto correlata, ossia dovuta all’esposizione all’amianto, dopo aver prestato servizio prima in Veneto e in Friuli Venezia Giulia poi a Sabaudia.

Ed è indirizzata al Comandante Generale della Guardia di Finanza, Saverio Capolupo, che ha recentemente ammesso la presenza di amianto all’interno di numerose caserme, e di aver iniziato l’attività di bonifica.
Lucido e pronto ad affrontare la morte, assistito dall’Osservatorio Nazionale Amianto, chiede al Comando Generale di non fermare l’operazione di decontaminazione indispensabile per salvare le vite dei colleghi che ancora non si sono ammalati, e di avere cura degli orfani dei molti militari che negli anno hanno contratto, come lui, malattie professionali.

Preg.mo Sig. Comandante Generale,

sono il Sig. Antonio Dal Cin, nato a Crema il 25.09.1969, e residente in Via Zara n. 10, Sabaudia (LT), e sono un finanziere in congedo per riforma in seguito ad insorgenza di patologia asbesto correlata di origine professionale, avendo prestato servizio per lunghi anni in esposizione a polveri e fibre di amianto, in assenza di strumenti di prevenzione tecnica e di protezione individuale.
Ho appreso dagli atti parlamentari, e in modo particolare dalla replica del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ma anche dalla mia quotidiana frequentazione, se non altro per via telematica e telefonica (le mie condizioni di salute non mi permettono altro perché avendo l’asbestosi debbo rimanere quasi tutta la giornata disteso sul letto per evitare tra l’altro che aumenti il ritmo del battito cardiaco, già oltre la soglia, e perché avverto dispnea, e soffocamento), che effettivamente anche grazie all’opera e all’impegno delle Superiori Gerarchie è in atto la bonifica delle caserme dalla presenza di amianto.

Certo molte debbono essere ancora bonificate ma almeno si è iniziato a farlo, in modo costante e deciso e di questo La ringrazio, in modo che quando lascerò questa vita, purtroppo assai presto, per quello che mi dicono i sanitari, almeno potrò dire che la mia morte potrà servire a qualche cosa.
La lucida consapevolezza della mia fine, che come dicono i sanitari arriverà per arresto cardiocircolatorio (infatti l’asbestosi ha determinato seri problemi di funzionalità cardiaca, e non a caso l’art. 4 della l. 780/75, per i dipendenti privati sancisce la indennizzabilità anche delle patologie cardiocircolatorie per coloro che sono affetti da asbestosi), e la tragedia legata al fatto che ho tre figli, di cui gli ultimi due in tenera età, Anna di sette anni e Matteo di 17 mesi, che purtroppo rimarranno solo con la madre e cioè con mia moglie che peraltro è affetta da Sclerosi Multipla e Morbo di Basedow, non mi impedisce di mantenere quella saldezza e quella speranza, e anche quella forza che mi ha infuso il servizio, che ho prestato nella Guardia di Finanza per quasi un quarto di secolo.
La imploro dunque di proseguire questa attività di bonifica e di decontaminazione delle Caserme ma Le chiedo pure di non lasciarci soli, di non lasciare soli i ragazzi che rimarranno orfani per il fatto che non siamo stati avvertiti della presenza del minerale killer e del fatto che bastassero poche fibre per contrarre il tumore.
Le dico solo che ho fatto servizio in caserme con presenza di amianto, che sono stato impiegato di servizio in luoghi dove giacevano, perché sequestrati, materiali di amianto, senza alcuna protezione. L’amianto era presente anche nelle camerate.
La prego dunque lo faccia per tutti quei miei colleghi che ancora non si sono ammalati e disponga che il Corpo glorioso della Guardia di Finanza disponga qualche mezzo di assistenza per gli orfani, specialmente i minorenni per il tempo successivo alla morte dei loro cari, per via delle patologie asbesto correlate e di altre patologie professionali che abbiamo contratto nello svolgimento del nostro dovere.
La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che mi Vorrà dare, anche nel caso in cui ritenesse di non dover accogliere questa supplica, valga comunque con il segno della mia stima personale di tutti gli altri Colleghi malati di patologie asbesto correlate e dei familiari di quelli che sono deceduti, l’augurio di un buon lavoro.
Sabaudia, 15.10.2014.

 

FONTE: affaritaliani