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Politica

CIVATI CONTRO RENZI: Renzi cerca pretesto per andare alle elezioni.

CIVATI CONTRO RENZI: Renzi cerca pretesto per andare alle elezioni.
novembre 03
11:44 2014

Dissensi tra il premier e Pippo Civati che non vuole la scissione nel Pd, ma al gioco di Matteo Renzi, spiega, non ci sta, almeno così sembra.

“Se Renzi gioca ad alzare i toni e a mettere etichette, allora lo farà anche io. E gli dico: Matteo non stare sereno”.

Il dissidente del Pd è convinto che “Renzi cerca l’incidente che gli permetta di andare alle elezioni. E gioca sulle rispettive responsabilità. Per quanto mi riguarda, non voglio una scissione, ma un partito maggioritario deve considerare che ha un’articolazione interna. Non c’è solamente la vecchia guardia. Io non ne faccio parte, e come Renzi voglio fare le riforme. Soltanto che voglio farle per bene. Non intendo continuare a essere tacciato di conservatorismo”.

C’è una parte del Pd che si schiera contro il Jobs act e contro la Legge di Stabilità, che potrebbe votare in dissenso dalla linea del partito, e che potrebbe subire provvedimenti: “Affrontare come una questione disciplinare un problema politico è miope” dice Civati, secondo cui è Renzi a creare divisioni: “C’è una parte del partito a cui il Jobs Act, così com’è, non piace. E al quale Renzi risponde imponendo un nuovo voto di fiducia. Chi è allora che spacca il partito?”.

Il rischio è che il premier, per “mandare un messaggio che piaccia anche all’elettorato di centrodestra”, finisca per “perdersi un pezzo di partito, facendo male il suo lavoro di segretario”.

L’auspicio di Civati è che “almeno sulla Legge di Stabilità il Governo rispetti il Parlamento. Altrimenti chiudiamolo davvero per sei mesi, come ha suggerito Fassino. E che Renzi colga come le problematiche non sono dettate dall’interesse di far cadere il Governo”.

Secondo Civati, dal punto di vista degli schieramenti politici, con l’affermarsi della politica di Matteo Renzi da un lato e della figura di Maurizio Landini dall’altro, “a sinistra si è aperto un grande spazio“.

Se oggi “c’è una lacerazione” è perché “un pezzo della sinistra di Governo non si riconosce in Renzi”.

L’esponente dem si dice convinto che “valiamo parecchi punti percentuali, proprio perché non rappresentiamo la sinistra radicale, come invece banalizza Renzi per continuare ad affermare che dopo di lui non c’è nessuno. Non stiamo chiedendo la patrimoniale, ma solamente aliquote più progressive. E le norme su conflitto d’interesse, falso in bilancio, diritti civili. Che fine hanno fatto?“.

 

FONTE: huffingtonpost.it