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Cronaca

DA FRONTEX A TRITON LA STORIA NON CAMBIA

DA FRONTEX A TRITON LA STORIA NON CAMBIA
ottobre 31
16:04 2014

Prima Aeneas ed Hermes, ora Triton ma anche Archimedes e Mos Maiorum.

Tutti nomi classicheggianti quelli dati dalle autorità europee alle operazioni per il controllo delle frontiere e per la lotta all’immigrazione irregolare, che in questo semestre sono guidate dalla presidenza italiana dell’UE.

Con il primo novembre si chiude Mare Nostrum e scatta l’operazione Triton per la gestione dell’immigrazione nelle acque del Mediterraneo. Una svolta che implica una discesa in campo in prima persona della Ue sul fronte immigrati, dicono.

Per la prima volta – commenta il ministro dell’Interno Angelino Alfano – l’Europa sarà a presidio delle frontiere. Prende coscienza che le frontiere a 30 miglia delle coste italiane sono una frontiera per tutti i 15 Paesi”.

Su Triton, originariamente chiamata Frontex Plus, si è scritto e parlato molto.

Ieri è stata annunciato la data ufficiale dell’inizio dell’operazione: primo novembre appunto.

Ora c’è solo da attendere la partecipazione degli stati membri e  ufficializzare gli assetti navali e aerei di cui l’operazione disporrà nonché l’area di pattugliamento, che comunque dovrebbe essere il Sud della Calabria, il sud della Sicilia e le isole pelagiche.

Ma a ottobre e’ partita già  un’altra operazione meno conosciuta, coordinata dalla Direzione Centrale per l’Immigrazione e la Polizia di Frontiera del ministero dell’Interno italiano, sempre in collaborazione con Frontex, chiamata appunto Mos Maiorum.

Da un documento datato luglio 2014 che delinea gli obiettivi e le modalità operative di Mos Maiorum, si legge che l’operazione sarebbe partita  il 13 ottobre per concludersi il 26.

Fonti italiane  spiegano  che tutti gli Stati membri sono obbligati a dare la loro disponibilità a partecipare all’operazione, e nel documento che delinea gli obiettivi di Mos Maiorum si legge che i paesi dovevano dare la loro disponibilità entro il 5 settembre.

I dati ufficiali dell’operazione saranno resi pubblici in ambito europeo solo l’11 e il 12 dicembre.

Nel piano operativo di Mos Maiorum si legge che l’operazione è inquadrata in una serie di altre operazioni analoghe condotte durante le precedenti presidenze Ue, ma in questo caso l’Italia avrà un ruolo preminente sia per quanto riguarda l’area su cui Mos Maiorum farà le sue ricerche e i suoi controlli, sia per quanto riguarda il coordinamento.

Per quel che concerne  gli obiettivi, l’operazione si prefigge di indebolire i gruppi criminali che facilitano l’immigrazione irregolare verso l’UE e di raccogliere informazioni sull’evoluzione delle rotte dei migranti e dei modus operandi usati dalle reti dei trafficanti, compresi i movimenti secondari dei migranti ovvero i trasferimenti da un paese all’altro dell’area Schengen.

L’operazione vedrà in particolare il coinvolgimento delle guardie costiere dei paesi partecipanti.

Ogni paese dovrà inviare al coordinamento centrale dati sul luogo, data e ora delle intercettazioni fatte, sui mezzi di trasporto fermati, sulla nazionalità, genere, età, punto e data di entrata in Ue dei migranti, sulle rotte seguite, sui mezzi utilizzati prima di essere intercettati, sulla loro destinazione finale, sul loro status di richiedenti asilo o meno, sui soldi pagati per il viaggio e sulla nazionalità e residenza dei trafficanti.

Non si ha invece una stima precisa dei costi, (tanto per cambiare) perché ogni Stato membro coprirà le proprie spese di partecipazione e Frontex darà principalmente un contributo in materia di condivisione di dati e informazioni pre-esistenti.

Mos Maiorum seguirà di poche settimane la conclusione di una più ampia operazione Europol/Frontex per la lotta al crimine transnazionale e all’immigrazione irregolare, la cosiddetta Archimedes, che si è svolta fra il 15 e il 23 settembre.

Sono state 1027 le persone arrestate (di cui 170 facilitatori dell’immigrazione irregolare e 90 trafficanti di esseri umani), 34 i paesi partecipanti e 250 le aree dell’Unione Europea interessate, oltre ad alcune frontiere esterne. Più di mille gli agenti di polizia coinvolti, non solo da paesi UE ma anche da Australia, Colombia, Serbia, Norvegia, Stati Uniti e Svizzera.

Per quanto riguarda il controllo dell’immigrazione irregolare in Italia, ’Archimedes ha interessato contemporaneamente i porti di Trieste, Venezia, Ancona, Bari e Brindisi nonché i settori transfrontalieri di Trieste, Gorizia e Tarvisio.

Con riferimento al contrasto del narcotraffico, invece, complessivamente nei 28 paesi sono stati arrestate 57 persone, e sequestrati 599 kg di cocaina, 200 kg di eroina e 1,3 tonn. di cannabis.

A quanto pare di fermare il flusso verso l’Italia, terribilmente andato fuori controllo e oramai ingestibile, non se ne parla ancora.