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Politica

DI STEFANO (PD) INTERCETTATO: Brogli alle primarie

DI STEFANO (PD) INTERCETTATO: Brogli alle primarie
novembre 07
11:54 2014

E’ un macigno pesante quello che sembra abbattersi sul Pd e sul Pd laziale in particolare. Infatti, il deputato dem Marco Di Stefano, subentrato in Parlamento grazie alla scelta di Marta Leonori di dimettersi dalla Camera per andare a fare l’assessore di Ignazio Marino, è indagato per aver incassato tangenti per circa due milioni di euro. Ma, ciò che sta facendo veramente tremare le fondamenta del Pd laziale sono le intercettazioni di Di Stefano stesso.

LE INTERCETTAZIONI 

Intercettato dagli inquirenti, l’ex assessore al Demanio della giunta Marrazzo Marco Di Stefano,  parla di supposti brogli elettorali per la composizione delle liste dei candidati alle politiche 2013.

Nelle trascrizioni delle telefonate, pubblicate prima dal Messaggero e poi sbattute in prima pagina da Libero si legge:

«Ora inizia la guerra nucleare, a cominciare dalla Regione, tiro dentro tutti», poi Marco Di Stefano – sempre al telefonodefinirebbe così i colleghi di partito «Sono tutti dei maiali, non è che puoi l’ultima notte buttar dentro gente dopo che ti dici che stai dentro».

Poi, la “bomba”, dove, sempre intercettato, sembra mettere in dubbio le primarie per i parlamentari del dicembre del 2013:

«Ho fatto le primarie con gli imbrogli, no? – dice al telefono – Non è che sò imbrogli finti, imbrogli ripresi, non è tollerabile questa storia.. Se imbarcamo tutti, ricominciamo dai fondi del gruppo regionale. Sansone con tutti i Filistei, casco io ma cascano pure gli altri».

L’INCHIESTA

Di Stefano, deluso per non essere stato inserito nella lista del Lazio, minaccia di rivelare tutti i retroscena della Regione, non immaginando di essere intercettato.

In realtà, l’ex assessore era sotto controllo della magistratura perché, secondo gli inquirenti, e secondo quanto riportato dai giornali, avrebbe assicurato alla società dei costruttori Antonio e Daniele Pulcini contratti e agevolazioni non rispettando la regolamentazione prevista dal bando di gara «al solo fine di soddisfare gli interessi economici degli imprenditori».

Tutt’oggi, Di Stefano continua a figurare tra gli esponenti di spicco del Pd laziale, ha partecipato alla Leopolda dello scorso 24 ottobre, in un tavolo dedicato a «l’evoluzione dei sistemi di pagamento nel terzo millennio».

“ESTRANEO AI FATTI” 

Sulla vicenda l’ex assessore regionale si dichiara estraneo ai fatti «rimango perplesso, non essendo neanche chiuse le indagini e non avendo per cui notizie in merito, dell’attacco mediatico, ma nonostante ciò credo fermamente nella magistratura» si legge su Libero.

Ancora nessun commento dal PD, chiuso in un silenzio indecifrabile che potrebbe significare qualsiasi cosa, soprattutto il non aver giustificazioni all’ingiustificabile e la paura che “qualcos’altro” venga fuori, quindi nel timore,  restano buoni buoni, estraneati dai fatti.

 

FONTE: giornalettismo