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Politica

EUROGRUPPO: L’Italia deve fare di piu’

EUROGRUPPO: L’Italia deve fare di piu’
dicembre 08
18:22 2014

I ministri delle Finanze della zona euro chiedono all’Italia di adottare “misure efficaci” per aumentare lo sforzo di riduzione del deficit strutturale che il patto di stabilità e crescita fissa allo 0,5% del pil all’anno.

E’ quanto si legge nella dichiarazione dell’Eurogruppo sui disegni di legge di bilancio 2015, pubblicata al termine della riunione di oggi.

“Rileviamo che in base alla valutazione della Commissione europea, lo sforzo strutturale dell’Italia nel 2015 sarà dello 0,1% del pil mentre viene richiesto lo 0,5% del pil secondo il braccio preventivo. Su questa base, saranno necessarie misure efficaci per consentire un miglioramento dello sforzo strutturale“, recita il documento.

Immediata la precisazione del portavoce del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. “Dalla dichiarazione dell’Eurogruppo non emerge alcuna richiesta di manovra aggiuntiva“, ha spiegato il portavoce. “Sull’attuazione delle riforme“, ha proseguito Roberto Basso, “il governo procederà speditamente e con grande determinazione come ha sempre dichiarato”.

Peraltro c’è una differenza, nel linguaggio utilizzato dall’Eurogruppo, fra le misure richieste all’Italia e alla Francia, entrambe considerate a rischio di non rispettare gli impegni europei per il bilancio 2015 e rinviate dalla Commissione europea a marzo per un esame approfondito.

Nel paragrafo dedicato all’Italia, l’Eurogruppo parla appunto di “misure efficaci” che “potrebbero essere necessarie per consentire un miglioramento dello sforzo strutturale“. In quello sulla Francia, il cui divario fra correzione richiesta del deficit strutturale e quella annunciata dal governo è più ampio, si legge che “misure aggiuntive potrebbero essere necessarie per consentire un miglioramento dello sforzo strutturale per rispettare le regole del patto di stabilità e crescita“.

L’Italia si è impegnata con la Commissione europea a ridurre il deficit strutturale in misura maggiore dello 0,1% previsto dalla nota di aggiornamento del Def. A questo scopo il governo ha negoziato con la Commissione Ue una correzione al ddl di stabilità 2015 nel suo passaggio alla Camera, migliorando l’indebitamento netto del prossimo anno di 4,5 miliardi, con una correzione del saldo strutturale a oltre 0,3%.

L’Eurogruppo dà atto di questo sforzo come quello di impiegare entrate e risparmi di spesa non previsti per ridurre l’indebitamento nel prossimo anno e riconosce che il governo è impegnato in un piano di riforme strutturali per vincere gli elementi di debolezza dell’economia italiana.

La stessa Angela Merkel, che ha definito “insufficienti” le riforme intraprese dall’Italia, oggi ha fatto un passo indietro attraverso il suo portavoce, Steffen Seibert: “non spetta al governo tedesco dare consigli ai vicini o ai partner su come rispettare ciò che è stato stabilito a livello europeo”, ha dichiarato Seibert.

Tuttavia, come ha detto oggi il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Djisselbloem, l’Italia deve impiegarsi da qui a marzo, quando la Commissione Ue darà l’ultimo giudizio sul bilancio italiano del 2015, per arrivare a un miglioramento del deficit strutturale pari allo 0,5% del pil.

La differenza tra lo 0,1% e lo 0,5% è di 0,4%. Entrambe le cose sono possibili; colmare questo gap con nuove misure, oppure parlando con la Commissione su come valutare l’efficacia delle misure già sul tavolo. C’è anche una terza possibilità, che nella sua ultima valutazione la Commissione scopra che lo 0,1% sia in realtà uno 0,2%. Ma il tempo deve essere impiegato per chiudere questo divario“, ha sottolineato Dijsselbloem.

Per il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, per aumentare allo 0,5% la correzione del deficit strutturale “devono essere prese misure supplementari“. Gli interventi di correzione richiesti agli Stati che rischiano di sforare il patto di stabilità riceveranno una prima valutazione prima della fine di gennaio, il 23, quando la Commissione scatterà un’istantanea sulla situazione.

Vogliamo che scarti e divari vengano colmati. Oggi abbiamo ricordato quali riteniamo che siano gli scostamenti“, ha precisato Moscovici. “Abbiamo fissato un calendario e a inizio febbraio ci saranno le previsioni economiche invernali della Commissione“.

L’inizio del mese di marzo resta comunque il termine entro il quale la Commissione formulerà il suo giudizio ufficiale sulle correzioni del deficit di Italia, Francia e Belgio nel bilancio 2015.

 

FONTE: milanofinanza.it