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Cronaca

Ha il Parkinson ma gli tolgono l’assegno di invalidità

Ha il Parkinson ma gli tolgono l’assegno di invalidità
settembre 24
09:02 2014

La storia di un quarantenne di Orsenigo, una delle tante. Sette anni fa la diagnosi, da cinque anni riceveva un aiuto dallo Stato di 500 euro al mese. Dopo l’ennesima visita di controllo, però, arriva la revoca.

Lo Stato italiano accoglie più di 100mila immigrati, trovando per loro comode sistemazioni in alberghi dotati di ogni confort ma poi, siccome la coperta delle risorse è sempre più corta, taglia i fondi per gli invalidi.
Poi però ci sono le storie vere. Come quella di Fabrizio Lambrughi, il quarantenne di Orsenigo affetto da cinque anni dal Morbo di Parkinson, al quale l’Inps ha improvvisamente revocato la pensione integrativa di invalidità che gli garantiva ogni mese un contributo di 500 euro.

A portare alla ribalta la sua storia è La Provincia di Como che ieri ha registrato il suo sfogo. «Dal Parkinson – dice Lambrughinon si guarisce ed anzi la malattia degenera ma per i medici dell’Asl e per l’Inps sono migliorato». Fabrizio non ci sta. Definisce la decisione di revocargli l’assegno di invalidità «una vergogna».

Anche perché la patologia continua a perseguitarlo. «Ad agosto – spiega – mi sono sottoposto alla revisione alla sede Inps di via Pessina a Como: nel frattempo i sintomi della malattia sono notevolmente peggiorati. E’ una malattia che posso controllare coi farmaci, ma non migliorare. Tre anni fa almeno potevo scrivere, ora non riesco più».

Durante la visita – scrive Simone Rotunno, il giornalista de La Provincia che ha scovato e raccontato la storia di Fabrizio – «la sorpresa». «Era lo stesso medico -riferisce Fabrizio – che aveva dato esito positivo riconoscendo il 67 per cento invalidità 3 anni fa. Mi ha chiesto se lavoravo. Gli ho risposto che è ovvio che io, pur tra mille difficoltà, lavori. Sono dipendente in un’azienda che fa stampe digitali. Ha poi sottolineato che rispetto a tre anni fa non avevo più le compulsioni: è ovvio che sia così perché ho dovuto cambiare la cura. Quando gli ho fatto notare che la mano tremava come una foglia mi ha detto che non ero amputato…».

Questa naturalmente è la versione di Fabrizio. Sarebbe stato utile e corretto conoscere anche la versione dell’Asl che però, interpellata dal giornale, preferisce non commentare ricordando che esiste sempre la possibilità di presentare ricorso. Ma il ricorso forse andrebbe presentato a un Governo avaro con disabili e forze di polizia ma sempre molto generoso quando c’è da rifinanziare Mare Nostrum.

 

FONTE: www.lapadania.net