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HONG KONG: Aumenta la rivolta contro la Cina

HONG KONG: Aumenta la rivolta contro la Cina
settembre 28
14:34 2014

Non si placano le proteste anti-cinesi a Hong Kong.

La polizia ha sparato gas lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere le migliaia di studenti scesi in piazza per chiedere l’avvio della democrazia con un voto libero (e non per i candidati imposti da Pechino).

Nel centro della città si è scatenato il caos, quando un corteo si è diretto verso la barriera di agenti che circondava altri manifestanti che avevano lanciato un appello alla «disobbedienza civile» e messo in piedi un sit-in.

Il governo cinese si è affrettato a condannare le manifestazioni, dichirandosi «fermamente contrario ai movimenti illegali» lanciati dagli studenti e dai gruppi democratici.

Nel comunicato si ribadisce anche il «pieno sostegno» di Pechino al governo del territorio, che dal 1997 è una Speciale Regione Amministrativa della Cina.

La scorsa notte il movimento “Occupy Central with Love and Peace” aveva dato il via ufficiale al sit-in di disobbedienza civile, in anticipo rispetto alla data prevista, il primo ottobre, 65° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese.

«Occupy Central ha raggiunto l’obiettivo di educare la gente a combattere per i loro diritti – ha spiegato China Willy Lam, esperto di elite politiche cinesi e docente di Scienze Politiche presso la Chinese University di Hong Kong, punto di ritrovo degli studenti in protesta nei giorni scorsi – una delle cose più importanti è che la maggior parte dei manifestanti è costituita da studenti universitari. Generalmente i giovani non sono interessati alla politica, ma questa volta hanno dimostrato di essere consapevoli della situazione e di volere combattere per i loro diritti».

La protesta dei manifestanti si era intanto estesa alle vie di Harcourt Road e di Gloucester Road, vicine al centro della rivolta, la zona di Admiralty e Tamar, dove ha sede il governo dell’isola.

La polizia aveva chiuso l’accesso alle aree calde e aveva avvertito della possibilità di arresti a chiunque avesse tentato di fare irruzione nell’area delle proteste. Il traffico è nel frattempo andato in tilt e molti autobus e automobili sono state circondate dalla folla.

Da venerdì sono stati 78 gli arresti nell’ex colonia britannica per le manifestazioni dei giorni scorsi: tra loro anche un giovane di 17 anni, Joshua Wong, cui è stata negata la libertà su cauzione, i deputati del Partito Democratico, Emily Lau e Albert Ho, e l’accademico Joseph Cheng, docente di Scienze Politiche della City University di Hong Kong.

 

FONTE: www.lastampa.it