Notizialibera.it il primo blog di informazione libera sul web

Scienza e Tecnologie

Hong Kong, i manifestanti comunicano con FireChat: messaggi anche senza internet

Hong Kong, i manifestanti comunicano con FireChat: messaggi anche senza internet
ottobre 02
22:05 2014

Sta diventando lo strumento “principe” dei manifestanti di Hong Kong l’app FireChat, il sistema di messaggistica istantanea e anonima che, attraverso dei ponti tra gli smartphone, consente di comunicare senza connessione a Internet sfruttando sistemi Bluetooth e Wi-fi.

Per centinaia di migliaia di manifestanti, riferisce oggi Mit Technology Review, l’app, spesso confusa come una semplice alternativa alle più note Whatsapp e WeChat, consente infatti di comunicare anche quando la rete è sovraccarica o se, in ultima analisi, le autorità cinesi dovessero, come spesso successo in altre rivolte, decidere di spegnerla.

La rapida diffusione di FireChat, «è esplosa dopo che un giovane manifestante di Hong Kong ha lanciato sabato scorso il passa parola in vari post di social media chiedendo alle persone di scaricare l’applicazione» ha affermato al Mit Christophe Daligault, vice presidente di Open Garden, la startup di San Francisco che ha prodotto l’app.

Così nei soli giorni da sabato a lunedì, FireChat è in testa ai download per le app di iPhone sia su Google Play che su iTunes Store di Apple a Hong Kong, superando Twitter, Facebook o WhatsApp.

«Più di 200.000 persone che stanno manifestando a Hong Kong hanno scaricato l’applicazione da uno dei due store, inviando circa due milioni di messaggi via FireChat, con ben 33.000 utilizzazioni nello stesso tempo» ha riferito Daligault.

Resta ora da risolvere il problema della sicurezza delle informazioni inviate, perché, ha sottolineato Daligault, i dati non vengono inviati criptati attraverso FireChat anche se Open Garden sta lavorando per risolvere il problema e per aggiungere un sistema che cripti i messaggi da FireChat.

A giugno scorso, in seguito ad un problema di connessione internet l’app era stata ampiamente usata anche in Iraq.

FONTE: www.ilmattino.it