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Cronaca

IL 3 NOVEMBRE SCIOPERO DI INFERMIERI E L’8 DEI MEDICI

IL 3 NOVEMBRE SCIOPERO DI INFERMIERI E L’8 DEI MEDICI
novembre 01
15:10 2014

Medici e infermieri in sciopero generale da lunedì 3 novembre con i conseguenti possibili disagi nell’ambito della Sanità dell’area comparto proclamato da NURSIND.

L’Organizzazione Sindacale ha infatti proclamato per lunedì  una mobilitazione che interesserà il personale infermieristico, sanitario, tecnico e amministrativo.

Il Nursind fa sapere che durante la giornata di sciopero  si fermeranno dunque le attività ospedaliere degli ambulatori, dalla radiologia agli esami di endoscopiasi ma “garantirà, oltre alle urgenze, parte dell’attività programmata“, saranno quindi “assicurati i livelli minimi di attività previsti dall’accordo sindacale in caso di sciopero, in linea con le disposizioni normative di riferimento.

Spiega il segretario nazionale Andrea Bottega che allo sciopero aderiscono circa 22mila dei 220mila infermieri italiani.

Sono 3 fondamentalmente, le ragioni dello sciopero: “Chiediamo innanzitutto la fine del blocco del turn over. Il ‘ricambio’ del personale con la sostituzione di coloro che vanno in pensione – chiarisce Bottega – è bloccato infatti dal 2008, soprattutto nelle Regioni in piano di rientro. Ciò vuol dire che gli infermieri sono sempre di meno, nonostante la mole di lavoro”

Una protesta che porterà ovvi disagi in corsia per pazienti e ricoverati.

Con la legge di stabilità il governo ha chiesto alle Regioni un taglio di risorse agli sprechi che innegabilmente esistono, ma tagliare sugli sprechi vuol dire riorganizzare il sistema dei servizi, cosa che non si può fare senza usare il lavoro professionale.

Di fatto, Bottega denuncia anche che “questa legge di stabilità  ribadisce le politiche contro il lavoro pubblico” e cioè “che i nuovi tagli andranno a penalizzare inevitabilmente i sistemi di garanzia dei Livelli essenziali di assistenza“.

La categoria denuncia quindi un profondo malessere, a fronte di un dato innegabile: “Gli infermieri – rileva Bottega – sono i professionisti in prima linea nell’accogliere e assistere i malati acuti, cronici e fragili. E non è un caso che i primi ad essere stati contagiati dal virus Ebola siano stati infermieri in servizio presso gli ospedali”.

E proprio Ebola rappresenta un’ulteriore urgenza irrisolta: “Ad oggi – conclude il leader sindacale – non abbiamo ricevuto una formazione adeguata, nonostante il nostro ruolo sia cruciale per fare fronte all’emergenza”.

Sabato invece, a far sentire la loro voce saranno i medici iscritti ai sindacati confederali.

A scendere in piazza in occasione della manifestazione indetta per sabato 8 novembre dalle categorie dei servizi pubblici di Cgil Cisl e Uil, infatti, saranno anche i medici. “Riorganizzare e migliorare il Servizio sanitario nazionale, per evitare ulteriori insostenibili tagli”, dare “una risposta vera ai 10.000 medici precari”, “rinnovo del contratto” e “un’appropriata responsabilità professionale”, sono le richieste al Governo.