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IMMIGRATI: “banche di organi” per scafisti

IMMIGRATI: “banche di organi” per scafisti
settembre 19
21:56 2014

Cinque arresti a Roma nelle indagini sugli sbarchi a Lampedusa. Intercettati i cassieri dell’organizzazione sparsi tra Milano, Bologna e Torino.

I migranti venivano imbarcati con un numero di codice che conferma  pagamento e destinazione (Italia-Malta) : 1.500 euro a passeggero per la tratta Tripoli-Lampedusa, mentre  altre organizzazioni chiedono il doppio o il triplo e in caso di insolvenza, secondo le informazioni che filtrano dalle intercettazioni e sul quale il pm sta approfondendo. il gruppo è libero di cedere gli immigrati ad altre organizzazioni  e  utilizzarli come forza lavoro, oppure come donatori di organi.

E’ stato arrestato a Roma il cassiere appartenente al nucleo eritreo-libico che sbarca profughi fra Lampedusa e Malta insieme ai  suoi 4 colleghi «collettori» di denaro fra famiglie immigrate a Milano, Bologna e Torino , che ,secondo i magistrati,  appartiene ad una distribuzione capillare territoriale di trafficanti fra Europa, Africa e Israele.

Si apprende dall’ordinanza che le organizzazioni collaborano fra loro con” consegne e scambi di migranti” che possono essere utilizzati anche “come donatori d’organi” a seconda di come intendano saldare il debito con l’organizzazione.

Michael Brhane, Haile Seifu, Russom Gebrem Michael Henok, Tesfay Bahta sono, quindi, accusati di associazione finalizzata all’immigrazione clandestina ma mnca all’appello il capo Tetsfagi Zerhisenai, detto «maestro», e il vice Scut Medhanie, responsabili di tratta di esseri umani.

Nonostante si pensi che gli arrestati siano già stati sostituiti dalla cellula, l’arresto del cassiere resta comunque un successo degli uffici diretti da Giuseppe Pignatone e dei militari della Capitaneria di porto.