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Jihadisti di casa nostra:ecco i nomi

Jihadisti di casa nostra:ecco i nomi
settembre 07
12:29 2014

Da ulteriori rivelazioni,e’ chiaro che l’ esercito dei fedelissimi alla guerra santa per l’Islam nel nostro Paese, e’ ben più vasto di quanto si pensa.

A rivelare i nomi di alcuni di loro, è il Corriere della Sera che traccia i ritratti di diversi fondamentalisti legati ai tagliagole del Califfato autoproclamato dell’Iraq e del Levante e che hanno profili insospettabili. Sono sposati, hanno figli, qualcuno fa il macellaio e a Cagliari c’è anche il “professor Jihad” così chiamato perchè docente nel liceo classico della città.

Tra i filo-jihad di casa nostra ad esempio c’è Andrea Campione, 28 anni. Stava per partire alla volta del Marocco, per raggiungere i propri compagni ma lo hanno fermato a Pesaro gli uomini dell’antiterrorismo e arrestato.

Volto noto dell’Islam più radicale è Cerantonio Musa, italiano, nato in Australia da padre calabrese e madre irlandese, convertito all’Islam, che riempie internet di video con i suoi sermoni, da quando è divenuto Imam (guida religiosa). È popolarissimo non soltanto in Italia ma in tutta Europa e il web è pieno di post suoi tramite facebook, che inneggiano al Jihad. La sua pagina sul social network tempo fa è stata cancellata, dopo che aveva incitato a “fermare gli Usa assassinando i loro leader”.

Altro personaggio che fa discutere per la sua passione jihadista è Mohamed Jarmoune, immigrato di seconda generazione, di origine marocchina ma residente a Brescia. Era in contatto con altre cellule del terrore sparse per l’Europa ma arrestato pure lui mentre progettava un attentato alla sinagoga di Milano.

Sempre da Brescia proviene Anas Al Aboubi (soprannominato Anas Al Italy), pure lui di origini marocchine: era finito in cella ma dopo la scarcerazione disposta dal tribunale del riesame è sparito nel nulla. Secondo alcune fonti avrebbe già raggiunto la Siria dove è a capo di una cellula di combattenti dell’Isis.

Altro pesonaggio stanato è “il prof”, il “professor Jihad”, docente di Latino e Greco in un liceo classico di Cagliari. Non è tecnicamente un terrorista, ma avrebbe contribuito a tradurre in Italiano materiale propagandistico jihadista. I servizi segreti lo tengono sotto controllo perché si sospetta che possa essere un ponte di collegamento fra i fondamentalisti italiani e quelli medio orientali.

Non sarebbe il caso di interrompere, all’istante, l’operazione Mare Nostrum, per escludere quanto meno che ne arrivino altri?