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Politica

LA GERMANIA DICE NO AI CLANDESTINI DALL’ITALIA.

LA GERMANIA DICE NO AI CLANDESTINI DALL’ITALIA.
settembre 12
08:49 2014

Un nuovo muro di Berlino.

Germania chiama, Europa risponde, Italia esegue. Nulla di nuovo. L’Italia, in fondo, è solo stuprata mentre si potrebbe erigere il nuovo muro di Berlino. Quale protuberanza d’Europa, è una sorta di impassibile corridoio.

Un filtro, una lontana terra di confine rispetto al centro del potere, frapposto fra l’occidente, il progresso, la modernità e la disperazione di un continente in costante conflitto e decadenza sociale. 120.000 sbarchi in questo 2014 (Il Giornale). Tutti clandestini o richiedenti asilo passati per il nostro corridoio., alcuni spersi confusamente, altri inquadrati quantomeno umanamente, altri ancora transitati dopo aver trovato asilo nei Centri di Permanenza Temporanea.

Chi ha sputato sul cibo, chi ha disertato le pietanze poiché per nulla affini all’alimentazione africana, chi è morto tra le onde ed è stato buttato in acqua, affondando a faccia in giù fino a toccare il fondo, poco prima di vedere una nuova terra,chi ha dato alla luce la vita sui sobbalzi del Mediterraneo agitato, nella folle corsa del maledetto scafista di turno.Altri ancora si sono ribellati ai volontari, agli agenti, ai medici, all’accoglienza, alla solidarietà materiale e costante d’Italia.

Parlamentari in cerca di gloria in un perpetuo esercizio di prosa sull’accoglienza multiculturale. E poi deliri e follie da globalizzazione, come quelli della signora Kashetu Kyenge, in arte Cecile, ex Ministro dell’Integrazione, per cui “I migranti partono più forti ma si indeboliscono e ammalano durante il viaggio, spesso dopo essere arrivati nel paese di destinazione”. Le dichiarazioni di un Papa, centinaia di italiani che si sentono spodestati della loro naturale e legittima figura, l’inconsistenza carismatica e ministeriale di Angelino Alfano, gestore assoluto dell’ordine interno.

Un paese che si sente stabilmente e passivamente, seppur pacificamente, invaso, eticamente a pezzi, dimenticato, solo, senza risorse né prospettive, senza crescita, intinto in un dramma continuo dalle 8 del mattino, ora del primo Telegiornale, alle 8 del mattino successivo. Senza sosta.

Una nazione sempre alla prova, in tensione, tra vecchi problemi e nuovi orizzonti in cui si vede l’Africa anche dal Duomo di Milano.
Flash di “Mare Mostrum”, un’operazione da circa 10 milioni di Euro al mese. Assaggi di inciviltà e una questione di frontiere.

Da un lato quelle del rinnovato significato di civiltà nell’epoca del progresso materialistico e della realizzazione di un modello europeo da vendere, competitivo sui mercati mondiali, dall’altro quelle dell’Italia con la Germania. Si, proprio così. “La Germania non esclude del tutto l’ipotesi di rivedere il trattato di Schengen ripristinando i controlli alla frontiera italo-tedesca per gestire l’immigrazione clandestina” (Il Giornale).

L’Italia diseredata a Sud della sua secolare serenità mediterranea, violentata dalla disperazione di centinaia di migliaia di uomini in fuga ed a Nord da un’Europa inerme e spettatrice, obesa e con la puzza sotto il naso. Nessun intervento repentino in aiuto di un paese fondatore, non l’ultimo arrivato. Niente di niente.

Questo sarebbe l’umiliante sostegno di un paese “amico” e membro, fulcro del sistema Europeo? Perché solo ora ed in questo caso, solo per volontà della Cancelliera-feudataria Angela Merkel, si andrebbe a modificare l’intoccabile trattato di Schengen che disciplina a partire dal 1985 l’eliminazione progressiva sui controlli delle persone alle frontiere comuni introducendo un regime di libera circolazione per i cittadini degli Stati firmatari?
Germania chiama, Europa risponde, Italia esegue. Nulla di nuovo. “Spaventato da questi numeri il presidente della Baviera aveva proposto nei giorni scorsi che la Germania valutasse nuovamente l’ipotesi di controllare i confini, per stoppare i flussi migratori attraverso Italia e Austria. Seehofer rimprovera a Roma di non registrare i profughi e di indirizzarli verso il nord. Prima di parlare di strumenti del genere il governo tedesco vuole però aspettare le valutazioni dei ministri degli Interni europei sulla politica dei profughi”.

Anche noi la pensiamo come Seehofer, senza dubbio, ironicamente parlando. Anche noi italiani aspettiamo ancora le valutazioni delle sfere politiche europee sulla politica dei profughi. Anche noi.

FONTE QELSI.IT