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Cronaca

LASCIA LA TOGA IL GIUDICE CHE VOLEVA CONDANNARE BERLUSCONI

LASCIA LA TOGA IL GIUDICE CHE VOLEVA CONDANNARE BERLUSCONI
ottobre 17
10:27 2014

Un fatto quasi storico, mai successo prima nella storia giudiziaria italiana. Enrico Tranfa, 70 anni, presidente del collegio della Corte d Appello di Milano, ieri ha prima firmato le motivazioni della sentenza d assoluzione di Silvio Berlusconi nel processo Ruby e subito dopo si dimesso.

Un gesto clamoroso raccontato dal Corriere della Sera arrivato a ciel sereno: un gesto di protesta silenzioso e inaspettato, non accompagnato da alcuna spiegazione formale al Csm e agli uffici giudiziari.

Tranfa non era d’ accordo con i colleghi Alberto Puccinelli e Ketty Locurto circa l’ assoluzione dell ex premier ma non poteva, poichè per legge il presidente di un collegio non può non firmare la sentenza, altrimenti l’atto è come se non esistesse, per cui firma si, ma poi abbandona la toga dopo 39 anni di servizio, quasi come una resa verso una giustizia, talvolta becera, e che, sempre imparziale non è.

Disgustato, quindi, ha mollato il suo lavoro in anticipo di 15 mesi rispetto alla pensione, giudicando incompatible per lui, finanche con la possibilità di continuare ad amministrare la giustizia, a pronunciare sentenze e a celebrare processi a imputati comuni usando lo stesso metro di valutazione e il medesimo standard probatorio utilizzati per analizzare le prove a favore o contro Berlusconi e infine per assolvero.

Ieri, dopo il deposito delle motivazioni in Cancelleria, Tranfa ha lasciato il suo ufficio e  a nulla, raccontano Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella, è valso telefonargli per capire cosa fosse successo e per quali ragioni.

Le mie dimissioni sono lì , non ho altro da aggiungere.” indignato, taglia corto alla telefonata.

Ripercorrendo la sua carriera, Tranfa, campano, entrato in magistratura nel 1975, con primo incarico da giudice a Oristano.

A Milano dal 1979 come giudice penale, poi giudice civile, quindi all’Ufficio dei gip quando nel 1989 entra in vigore il nuovo codice, per tre consiliature è stato eletto nel Consiglio Giudiziario del distretto.

Presidente del Tribunale del Riesame nel 2002, nel 2010 è al Tribunale di Sorveglianza di Varese, e dal 2012 di nuovo a Milano in Corte d’Appello dove presiede la seconda sezione penale. O meglio, presiedeva.

Un gesto arrendevole, forse, per alcuni, ma comprensibile e anche, perchè no…coraggioso.