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Cronaca

LE NOTIFICANO SFRATTO PER ERRORE: Muore d’infarto due giorni dopo

LE NOTIFICANO SFRATTO PER ERRORE: Muore d’infarto due giorni dopo
novembre 22
18:09 2014

Cava de’ Tirreni: sgomberata per “equivoco”, 39enne stroncata da un infarto.

La 39enne Lucia Antonelli, madre di tre figlie e residente negli alloggi popolari di Pregiato, è deceduta per un infarto.

Due giorni prima la donna aveva ricevuto dal Comune il provvedimento di sgombero, che in realtà era indirizzato all’abitazione dell’ex marito.

Lo stress e l’ansia avrebbero provocato il malore fatale: è l’accusa rivolta dai familiari agli uffici comunali, che si difendono sostenendo che l’atto le era stato inviato solo per conoscenza.

La paura di perdere la casa-parcheggio di Pregiato, che le era stata assegnata meno di un anno fa, è stata più forte del suo cuore. È stata stroncata da un infarto a 39 anni la notte scorsa Lucia Antonelli, raggiunta martedì da una comunicazione del Comune di avvio del procedimento di sgombero dell’alloggio di edilizia residenziale popolare.

Ed ora familiari e conoscenti lanciano accuse al Comune per un presunto errore commesso sul documento di sgombero dell’abitazione della donna. «Volevano che mamma uscisse da questa casa – dice tra le lacrime la primogenita di Lucia – Ecco cosa è successo: l’hanno fatta uscire morta».

Difficile stabilire quanto la tragica fine possa essere legata alla lettera ricevuta dal Comune, ma i familiari sono convinti che il terrore di finire per strada, insieme alle tre figlie di 20, 18 e 13 anni, aveva portato la donna ad affrontare, negli ultimi due giorni, un problema che le sembrava irrisolvibile.

Lucia Antonelli aveva chiesto aiuto ad alcuni suoi conoscenti e perfino, mercoledì sera, al quotidiano “La Città”, affinché la sua storia potesse essere risolta nel migliore dei modi. Ma non è riuscita a lanciare il suo appello: un malore se l’è portata via prima.

Eppure, la sua era una preoccupazione in realtà quasi inesistente. O almeno così pare.

In effetti, il provvedimento di sgombero era relativo alla casa popolare assegnata circa due anni fa al marito, dal quale si era separata. Ad allarmare Lucia era stato, però, l’indirizzo indicato nel provvedimento, notificato sia a lei che al marito: in più punti, figurava che l’immobile oggetto di sgombero era situato alla via Luigi Ferrara, scala C, interno 10, al quarto piano.

La casa-parcheggio dove viveva Lucia con le sue tre figlie. In effetti, l’immobile del marito, al quale era diretto il procedimento di annullamento in autotutela del decreto di assegnazione dell’alloggio Erp, si trova sempre alla via Luigi Ferrara, ma al primo piano e non al quarto, come indicato nel provvedimento.

Dal Comune, dove si sono recati alcuni familiari della donna, avrebbero assicurato che il provvedimento è stato notificato a Lucia Antonelli solo per conoscenza, in quanto l’ex marito risulterebbe ancora nel suo nucleo familiare. E sarebbe stato proprio questo uno dei motivi che avevano fatto scattare l’avvio del procedimento per la revoca della casa di 45 metri quadrati, assegnata inizialmente all’uomo, considerato un “single”.

Lucia Antonelli era stata poi a sua volta trasferita in un alloggio parcheggio con le tre figlie.

I controlli in atto sull’assegnazione delle case popolari avrebbero fatto emergere l’attribuzione di due alloggi ad un unico nucleo familiare. Di qui l’emissione del provvedimento, che riporta anche le ragioni della revoca della casa assegnata all’ex marito: “Diversi accertamenti – è scritto nel documento – hanno evidenziato che non occupa stabilmente e continuativamente l’alloggio assegnatogli”.

Insomma, sarebbe stato un maledetto “equivoco” ad allarmare la donna, apparsa infuriata ed agitata dopo la notifica del documento.

Uno stress, quello accumulato negli ultimi due giorni, che sarebbe stato fatale a Lucia a detta dei familiari, che ora chiedono che venga almeno garantito un tetto alle sue tre figlie ed al padre.

Al Comune assicurano che nessuno li caccerà dall’alloggio popolare. Ma Pregiato è sotto choc per la scomparsa di Lucia.

 

FONTE: positanonews.it