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Cronaca

MAXI OPERAZIONE ANTI ‘NDRANGHETA: 26 arresti nel Reggino

MAXI OPERAZIONE ANTI ‘NDRANGHETA: 26 arresti nel Reggino
ottobre 14
10:39 2014

Maxi operazione contro la ‘ndrangheta nella Piana di Gioia Tauro.

Alle prime ore del giorno, i carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, sono scattati per eseguire 26 decreti di fermo emessi dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura reggina a carico di appartenenti della cosca di ‘ndrangheta dei Bellocco, una delle più potenti di tutta la Calabria.

Finiti in manette anche il sindaco di San Ferdinando, Domenico Madafferi, accusato di concorso esterno e altri amministratori locali: si tratta del vicesindaco di San Ferdinando Santo Cieli e di un consigliere comunale, Giovanni Pantano.

(Quest’ultimo, ha cercato spesso di spacciarsi come esponente del Movimento 5 stelle, ma era stato richiamato subito, in quanto le sue affermazione pubbliche non rispondevano al vero. Pertanto, precisa il Movimento 5 stelle, non è mai stato eletto con il simbolo M5S, ma ha cercato illegittimamente di parlare a nome del Movimento illegittimamente.)

Il blitz, denominato “Eclissi“, ha colpito la componente della cosca operativa all’interno della “locale di San Ferdinando” nell’omonimo centro sulla costa tirrenica della provincia di Reggio Calabria.

Numerosi i reati accertati in ordine all’associazione mafiosa tra cui traffico di droga, estorsioni, danneggiamenti e intimidazioni.

E diverse sono le aziende sottoposte a sequestro da parte degli investigatori, che hanno condotto accertamenti patrimoniali sui beni delle cosche come  ristoranti, negozi e attività imprenditoriali.

Nello specifico, Modafferi e gli altri amministratori locali coinvolti nell’operazione, avrebbero favorito il rilascio di licenze e autorizzazioni per negozi nella disponibilità della cosca mafiosa.  Ora Modafferi si trova ora agli arresti domiciliari, ha spiegato il colonnello Lorenzo Natalino Falferi, comandante provinciale di Reggio Calabria.

Dalle indagini, il sindaco di San Ferdinando Modafferi, avrebbe garantito e tutelato consapevolmente uno “specifico e consapevole contributo alla cosca“.

In particolare è proprio Madafferi ad aver  agevolato il rilascio di false attestazioni anagrafiche per aiutare l’organizzazione, il rilascio di licenze e autorizzazioni per l’apertura di negozi e attività commerciali, facilitazioni e informazioni per permettere alla cosca di aggiudicarsi appalti relativi alla gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani.

Madafferi era il sindaco anti armi siriane

Domenico Madafferi all’inizio dell’anno era stato uno dei più attivi nell’opporsi alla decisione del governo di utilizzare il porto di Gioia Tauro come scalo per il trasbordo delle armi chimiche della Siria e arrivò persino a minacciare di emettere un’ordinanza per chiudere lo scalo, visto che San Ferdinando condivide con Gioia Tauro e Rosarno la territorialità del porto ed è, in linea d’aria, il più vicino all’area che è stata teatro del trasbordo.

Insieme agli altri sindaci organizzò, nel proprio comune, anche una manifestazione per dire no a decisioni imposte dall’alto. Posizione battagliera che ha mantenuto anche nei mesi successivi pur accettando, alla fine, la decisione governativa.

Tra l’altro proprio lo scorso anno, i carabinieri, avevano arrestato il comandante ed un agente della polizia municipale di San Ferdinando, i quali avrebbero agevolato la cosca Bellocco nell’intestazione fittizia di un bar.