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MODIFICHE LEGGE DI STABILITA': Pd pensa solo alle sue tasche…ecco perchè.

MODIFICHE LEGGE DI STABILITA': Pd pensa solo alle sue tasche…ecco perchè.
novembre 27
09:40 2014

Sono molte le richieste di modifiche alla manovra sulla Legge di stabilità, tra le quali, anche in tema di Tfr: dalla tassazione separata alla possibilità di recedere dopo un anno dalla scelta di averlo in busta paga. Il M5S propone reddito di cittadinanza al posto del bonus da 80 euro mentre la minoranza dei democratici: “Abbassare a 70 mila il tetto per i bonus bebè“.  Rivolta contro i tagli ai patronati.

Tfr in busta paga, ammortizzatori sociali, ma anche novità per i versamenti a favore dei partiti politici da parte dei propri appartenenti. Sono alcuni degli argomenti caldi della Legge di Stabilità finiti nel mirino della valanga di emendamenti che ha accompagnato il testo alla commissione.

Versamenti ai partiti detraibili dalle tasse.
A chiedere la modifica, vergognosa direi, del trattamento fiscale dei versamenti ai partiti è Giovanni Sanga, deputato del Pd, partito che chiede un contributo ai propri appartenenti. Nell’emendamento si legge che “il versamento dai candidati e dagli eletti alle cariche pubbliche verso i partiti politici è da considerarsi, in ogni caso, erogazione liberale, indipendentemente dalle previsioni regolamentari e statutarie decise dai partiti stessi“. E dunque: “I versamenti effettuati dai candidati e dagli eletti alle cariche pubbliche in favore dei partiti e dei movimenti politici si considerano, in ogni caso, erogazione liberale anche ai fini della detraibilità delle imposte sui redditi indipendentemente dalle previsioni regolamentari e statutarie decise dai partiti stessi” e “a partire dall’anno di imposta 2017 le erogazioni in denaro effettuate a favore di partiti politici dai rispettivi candidati alle elezioni, esclusivamente tramite bonifico bancario o postale e tracciabili secondo la vigente normativa antiriciclaggio, devono comunque considerarsi detraibili entro i limiti di importo previsti dal medesimo articolo alla data dell’erogazione”.

Quindi versamenti scaricabili, che, quindi, pagheremo noi cittadini…tutto ciò in un Paese in cui anche i disabili pagano il ticket sanitario.
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Reddito di cittadinanza.
Il M5S torna a chiedere uno dei provvedimenti sostenuti con più forza e tra i più rispettabili e sensati tra quelli proposti dai partiti: il reddito di cittadinanza.
A finanziarlo sarebbe il fondo per il bonus degli 80 euro di cui si chiede, con tre proposte, la cancellazione tout court (articolo 4 della manovra). Nel testo che chiede di inserire il reddito di cittadinanza: si legge che questo “garantisce al beneficiario, qualora sia unico componente del nucleo familiare, il raggiungimento anche tramite integrazione, di un reddito annuo netto pari a 7.200 euro, stabilito con riferimento alla soglia di povertà relativa definita dall’Istat per il 2013“.

Bonus Bebè.
Richieste di modifiche anche per i fondi a sostegno delle neomamme. Un emendamento a firma Pd chiede che sia abbassata da 90mila a 70mila euro la soglia-requisito per beneficiare del bonus bebè. L’obiettivo è destinare le risorse che così si libereranno a “fasce sociali più bisognose”.
Si chiede anche di ampliare a 1.920 euro mensili il bonus per i figli adottati tramite adozione internazionale.