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Cronaca

‘NDRANGHETA TRA ITALIA E USA: 8 arresti

‘NDRANGHETA TRA ITALIA E USA: 8 arresti
dicembre 11
15:29 2014

Sono stati eseguiti dagli agenti di polizia otto provvedimenti di custodia cautelare in carcere tra Milano, Matera, Trapani e New York.

I provvedimenti riguardano otto persone ritenute responsabili di associazione per delinquere transnazionale, finalizzata alla tentata estorsione ed aggravata dalle modalità mafiose.
Tra gli arrestati figurerebbe anche Francesco Palmeri, detto Ciccio l’Americano, ufficialmente gioielliere ma ritenuto appartenente alla famiglia mafiosa dei Gambino. Gli arresti di oggi arrivano dopo una indagine complessa, partita oltre un anno fa, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Potenza e condotta dagli uomini della Polizia del Servizio Centrale Operativo e dalla Squadra Mobile di Matera.
I pm della Dda di Potenza sono intervenuti dopo la denuncia dell’imprenditore, che ha trovato puntuale riscontro nelle informazioni raccolte da una fonte confidenziale dell’Fbi infiltrata all’interno della famiglia criminale più potente di Brooklyn.

Secondo quanto emerso l’indagine, che si è sviluppata a margine dell’inchiesta “New Bridge“, che nel febbraio scorso mise in luce il sodalizio mafioso tra Stati Uniti e Calabria, ruoterebbe attorno al tentativo di estorsione da un milione di euro ai danni di un imprenditore di Matera.
L’indagine si è avvalsa anche di diversi servizi tecnici, ed ha portato all’arresto, tra gli altri, anche di Giovanni Grillo, detto Johnny, considerato personaggio chiave dell’inchiesta e bloccato all’aeroporto di Malpensa mentre stava per partire per gli Stati Uniti, e Salvatore Farina, figlio del boss defunto Ambrogio e originario di Castellammare del Golfo. Gli altri arrestati sono Carlo Brillante, Raffaele Valente, Daniele Cavoto, Michele Amabile e Francesco Vonella.

Mafia: 8 arresti, anche esponente dei GambinoMafia: 8 arresti, anche esponente dei Gambino

Durante le indagini sono emersi contatti anche con un noto narcotrafficante della ‘ndrangheta calabrese, Roberto Pannunzi, che avrebbe avuto un ruolo nell’intermediazione del prestito originario all’imprenditore in difficoltà economiche. Un presito “evidentemente troppo oneroso per Grillo – scrive il gip Luigi Spina – nell’ordinanza di misure cautelari – che infatti secondo il racconto di Marsilio si rivolgeva a  Pannunzi per avere 120 milioni, effetivamente elargiti“.

Bebe” Pannunzi, già definito il boss dei due mondi o il re del traffico, è stato arrestato a luglio dell’anno scorso a Bogotà, è considerato il più potente “broker”al mondo di cocaina.

Tutto è nato da un’estorsione a un noto imprenditore materano, Lorenzo Marsilio, titolare della Sudelettra, per un vecchio debito di oltre trent’anni fa lievitato oltre misura. Da New York la famiglia Gambino, attraverso i suoi referenti nella mafia siciliana, lo aveva preso di mira.

 

FONTE: Infooggi.it