Notizialibera.it il primo blog di informazione libera sul web

Cronaca

‘NDRANGHETA UMBRIA E CALABRIA: 61 arresti per mafia

‘NDRANGHETA UMBRIA E CALABRIA: 61 arresti per mafia
dicembre 10
10:57 2014

Accertata la presenza mafiosa anche in Umbria: sessantuno arresti per ‘ndrangheta.

Dopo lo scandalo di Mafia Capitale ora tocca all’Umbria. I carabinieri stanno eseguendo nella provincia di Perugia e in altre località italiane 61 misure cautelari per associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, danneggiamento, bancarotta fraudolenta, truffa, trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante delle finalità mafiose, nonché per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione.

È anche in corso, parallelamente, un sequestro di beni mobili e immobili, riconducibili agli indagati e ritenuti provenienti dalle attività illecite, del valore di oltre 30 milioni di euro.

L’operazione, denominata “Quarto passo“, ha permesso di documentare le modalità tipicamente mafiose di acquisizione e condizionamento di attività imprenditoriali. La ‘ndrangheta era riuscita a infiltrarsi soprattutto nel settore edile, anche attraverso azioni intimidatorie.

umbria1 umbria

Nelle stesse ore un’operazione della Polizia è in corso anche a Reggio Calabria: 25 decreti di fermo sono stati emessi dalla Dda nei confronti di presunti esponenti della potente ‘ndrina dei Tegano, un centinaia di clan e famiglie mafiose sparse lungo il territorio nazionale che si spartiscono la grande torta dei più pericolosi affari illeciti: lucrano sugli appalti pubblici, organizzano traffici di stupefacenti, incassano tangenti da commercianti e impenditori intimiditi o minacciati.

Contestati, quindi, i reati di associazione mafiosa, favoreggiamento e procurata inosservanza della pena aggravati dalle modalità mafiose.

C’è anche un medico, primario ospedaliero, tra le 25 persone sottoposte a fermo dalla polizia stamani con l’accusa di fare parte della cosca Tegano di Reggio Calabria.

Si tratta del dottor Francesco Pellicanò, biologo responsabile del reparto analisi a Polistena: per lui l’accusa è di associazione mafiosa. Tra i fermati ci sono anche i due generi del boss Giovanni Tegano, Edmondo Branca e Antonio Lavilla, che, secondo gli investigatori della squadra mobile di Reggio Calabria che hanno condotto le indagini, avevano assunto il ruolo di reggenti la cosca dopo l’arresto del capo e le operazioni delle forze dell’ordine condotte contro la famiglia.

L’operazione, ribattezzata “Il Padrino”, ha permesso di ricostruire l’organigramma della cosca.