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Cronaca

PAVIA: UCCISO CON 40 COLPI DI PISTOLA

PAVIA: UCCISO CON 40 COLPI DI PISTOLA
ottobre 09
12:42 2014

Enrico Marzola, 49 anni, lavorava in un’impresa di pompe funebri. L’assassino ha fatto perdere le tracce, si cerca il marito della donna che ha trovato il corpo.

Quaranta colpi di pistola per uccidere.Vittima della follia, che si è scatenata ieri pomeriggio nel magazzino di via Saragat, nella zona industriale di viale Lodi, è Enrico Marzola, un uomo di 49 anni che abita a San Martino, dipendente della ditta di pompe funebri Marazza.

Il delitto, su cui indaga la polizia, si è consumato all’interno del magazzino in uso alla stessa ditta. Marzola, secondo i primi accertamenti della polizia, è stato ucciso mentre si trovava a l volante di un furgone bianco Renault, a pochi passi dalla porta di ingresso del capannone.

Un vero e proprio agguato.

Un omicidio dai contorni ancora da chiarire, su cui pendono parecchi interrogativi.

Alcuni testimoni, che lavorano negli stabilimenti vicini al magazzino (di fianco c’è anche la sede in cui si tengono le aste giudiziarie) hanno infatti sentito alcuni spari verso l’ora di pranzo di ieri, intorno alle 13,30. Ma il corpo dell’uomo è stato trovato solo qualche ora dopo, poco prima delle 5 del pomeriggio.

A scoprirlo una conoscente della vittima, una donna di 40 anni che abita a Cura Carpignano. «L’hanno ucciso, aiutatemi», sono state le parole che hanno fatto scattare l’allarme nella zona, all’interno degli stabilimenti e delle aziende vicine.

Alcune persone che in quel momento si trovavano all’interno della sede delle aste giudiziarie, dove era in corso un incanto, sono uscite fuori, come pure i dipendenti di alcuni negozi e aziende vicine.

Quando i medici del 118 sono arrivati sul posto, per la vittima non c’era più nulla da fare. L’uomo è stato raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco, molti dei quali mortali.

Sul posto sono subito arrivati gli uomini della squadra mobile della questura, insieme al dirigente Francesco Garcea.

Il corpo della vittima era accanto al furgone, verso la portiera del passeggero. Sul parabrezza sono stati contati almeno sei colpi. Per terra, invece, c’erano una quarantina di bossoli, compatibili con una pistola semiautomatica calibro 38.

L’arma, comunque, non è stata trovata.Come pure resta da chiarire il movente del delitto.

Le indagini della polizia, coordinate dal sostituto procuratore Roberto Valli, non stanno tralasciando nessuna ipotesi.

Si indaga nell’ambiente di lavoro della vittima, ma non è nemmeno esclusa la pista passionale. Ieri sera gli investigatori stavano cercando il marito della donna che ha trovato il corpo, un ex collega di lavoro della vittima.

A quanto pare, i coniugi avevano un appuntamento, verso le 16,30 di ieri, da un avvocato, per avviare la procedura di separazione. La donna, però, non ha visto il marito presentarsi all’appuntamento ed è andata a cercarlo. Il telefono era spento. Ha pensato di trovarlo all’interno del magazzino, dove l’uomo aveva in effetti lavorato, prima del licenziamento. Ma ha trovato solo la vittima. La donna, sotto choc, è stata portata in questura e sentita come testimone a lungo.

Ieri sera gli agenti della questura cercavano ancora il marito. Sono stati disposti anche posti di blocco e appostamenti. Dell’uomo, però, nessuna traccia. Gli uomini della scientifica hanno lavorato fino a tarda serata sulla scena del delitto. A sparare sarebbe stata una sola pistola, secondo l’esame dei bossoli trovati sul pavimento. Ma gli accertamenti balistici sono ancora in corso.

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FONTE: www.laprovinciapavese.gelocal.it