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Politica

PER RENZI FURTO, TRUFFA E ABUSIVISMO DIVENTANO REATI LIEVI

PER RENZI FURTO, TRUFFA E ABUSIVISMO DIVENTANO REATI LIEVI
dicembre 03
09:42 2014

Direttamente dal sito del governo, leggiamo parte dell’agenda per la “semplificazione” attuata nel Consiglio dei Ministri che si è riunito  lunedì 1 dicembre 2014 alle ore 21.40  a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio.

Su proposta del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pietro Carlo Padoan, il Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema di decreto delegato che recepisce le proposte elaborate dalla commissione ministeriale nominata con D.M. 27 maggio 2014 e presieduta dal  prof. Francesco Palazzo con l’obiettivo di rivedere il sistema sanzionatorio e dare attuazione alla legge delega 67/2014 in materia di pene detentive non carcerarie e depenalizzazione.

L’istituto, costruito quale causa di non punibilità, consentirà una più rapida definizione, con decreto di archiviazione o con sentenza di assoluzione, dei procedimenti iniziati nei confronti di soggetti che abbiano commesso fatti di penale rilievo caratterizzati da una complessiva tenuità del fatto, evitando l’avvio di giudizi complessi e dispendiosi laddove la sanzione penale non risulti necessaria.

Resta ferma la possibilità, per le persone offese, di ottenere serio ed adeguato ristoro nella competente sede civile. L’attuazione della delega consentirà ragionevolmente, nel breve periodo, di deflazionare il carico giudiziario restituendo alla giustizia la possibilità di affrontare con nuove energie indagini e processi complessi, la cui definizione possa essere ritardata o ostacolata dalla pendenza di processi relativi a fatti di particolare tenuità.

In pratica un provvedimento che in un momento di collasso economico particolarmente critico come questo, farà moltiplicare i piccoli reati, aumentare la microcriminalità  e ridurrà la percezione di sicurezza dei cittadini poichè serviranno maggiori unità tra le forze dell’ordine per poter soccombere a tutto,  un sottorganico attuale rilevante e consistente.

Sarà più facile archiviare i reati minori  se il danno è lieve, e viene riconosciuto come tale da giudice e parte lesa, e se chi commette il reato lo fa per la prima volta. In questo caso, e per un elenco preciso di reati, per i magistrati è possibile ma non obbligatorio, ricorrere all’archiviazione.

Il provvedimento riguarda i reati sanzionati fino a 5 anni di detenzione, eventualmente accompagnati da misura pecuniaria, e quelli puniti solo sul piano economico.

Si parla di alcuni reati contro il patrimonio, come furto semplice (semplice poi per chi?), danneggiamento, truffa, ma anche violenza privata o minaccia per costringere a commettere un reato.

E’ previsto che l’archiviazione possa scattare in qualsiasi fase del procedimento, ma la quota maggiore è attesa in fase di indagini preliminari, con un “alleggerimento del carico giudiziario”.

Dopo l’istanza del pm, ci sono 10 giorni per fare opposizione e decide il gip, per firtuna resta sempre possibile la richiesta di risarcimento danni, almeno quella.

Matteo Salvini della Lega ha già detto che si opporrà a quella che lui chiama “depenalizzazione” dei reati minori:

“Pazzesco – scrive Salvini su Facebook -. Il governo Renzi ha depenalizzato alcuni reati ‘lievi’, per cui niente galera per chi commette furto, danneggiamento, truffa e violenza privata. Con la sinistra al potere, l’Italia diventa il paradiso dei delinquenti. Non mi rassegno, la Lega farà opposizione totale a questa follia”.

Sarà vero che si opporrà visti i precedenti della Lega in materia di votazioni in difesa della legalità?…Ai posteri l’ardua sentenza.

Ma non finisce qui. Con la legge delega 67 del 28 aprile scorso, in un ritaglio nemmeno troppo nascosto della norma, approvata la scorsa primavera da Camera e Senato e già pubblicata in Gazzetta ufficiale, si scopre che tra i reati depenalizzati c’è il primo comma dell’articolo 633 del codice penale.Si tratta della norma attraverso la quale una società come Aler, la partecipata di Regione Lombardia che gestisce un patrimonio immenso di case popolari, può effettuare gli sgomberi in caso di occupazioni abusive”, denuncia il consigliere del Comune di Milano, Marco Osnato (Fratelli d’Italia), che all’Aler ci lavora da anni.

Lo conferma anche il collega di Forza Italia, Armando Vagliati: “Il governo vuole depenalizzare l’occupazione abusiva. Contro chi occupa si potranno fare solo cause civili, della durata media di 10 o persino 15 anni.

Sembra una barzelletta, soprattutto alla luce dei recenti fatti di cronaca, ma spesso la realtà supera la fantasia per cui in futuro, chiunque prenderà possesso di una casa, di uno spazio pubblico come un giardino o privato come un negozio non potrà più essere sgomberato dalle forze dell’ordine. Ci si potrà limitare a denunciarlo al giudice in sede civile. Da lì scatterà la denuncia e per avere giustizia bisognerà attendere i tempi biblici dei tribunali civili nostrani.

Il segretario generale della Confederazione dei Giudici di Pace, Franco Pinardi, non ha dubbi e dichiara: “La legge delega 67 è stata approvata sia dalla Camera sia dal Senato, non posso credere che non ne siano consapevoli – spiega il giudice – La proposta di depenalizzare l’invasione di terreni ed edifici, di fatto, nasconde una precisa volontà politica di legittimare questa invasione”.

La legge delega in questione, del resto, non si limita a depenalizzare soltanto il reato di occupazione abusiva, il fatidico 633. “Si eliminano le conseguenze penali anche per il 632, che sanziona la deviazione delle acque – ricorda Pinardi – per cui chiunque potrà deviare canali o torrenti, senza poter essere perseguito in sede penale. Oppure il 631, che è l’articolo sulla variazione dei confini di un terreno”.

Siamo ancora sicuri che il governo renzi non abbia, nemmeno ora, responsabilità quanto i governi passati, di questo assurdo declino in cui ci stanno piombando?