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Cronaca

POSTO DI BLOCCO: “FATE PIANO O FINIAMO COME FALCONE”

POSTO DI BLOCCO: “FATE PIANO O FINIAMO COME FALCONE”
ottobre 03
22:00 2014

In auto avevano cinque chilogrammi di esplosivo e diverse armi tra cui molte belliche. In arresto due trentenni italiani che avevano da poco dissotterrato quel materiale.

“Andate piano se no qui facciamo la fine di Falcone“. Una frase detta da due trentenni ai carabinieri che li avevano fermati per un controllo stradale dopo la segnalazione di una pattuglia di polizia a Falchera.

Quella Fiat Punto sembrava aver evitato appositamente il posto di blocco e così vettura e targa sono stati condivisi dalle forze dell’ordine per controllarla meglio. Dopo aver imboccato molto velocemente la tangenziale, la Punto con i due uomini a bordo è uscita a Druento ed è stato fermata in via Torino.

La strada stretta e il buio della notte hanno reso indispensabile lo spostamento dell’auto in un luogo più sicuro. In questi casi a guidare fisicamente l’auto controllata sono i militari e, quando il carabiniere si è messo al volante, è stata detta la frase “andate piano se no qui facciamo la fine di Falcone” che ha palesato che c’era qualcosa di grosso all’interno della vettura.

Avvolti in un telo nel bagagliaio i carabinieri hanno trovato diverse armi, anche da guerra, e circa 5 chilogrammi di esplosivo.
Tra gli ordigni bellici c’era una mina anticarro e una bomba attiva della ex Jugoslavia.

Materiale che i due hanno detto di aver trovato per strada: una versione difficilmente credibile visto che le armi erano sporche di terra e una vanga dava la prova di un dissotterramento avvenuto poco prima.

I due trentenni, uno nato in Sardegna e uno in Puglia (quest’ultimo ha qualche piccolo e vecchio precedente) sono stati arrestati per detenzione di armi da guerra e comuni da sparo, oltre che di esplosivo.
Nulla è emerso dalle perquisizioni domiciliari e nessuno li ha contattati nelle ore successive.

I carabinieri ritengono che quelle armi e quell’esplosivo dovesse essere utilizzato per compiere azioni criminali di un certo spessore. Stanno indagando per accertare inoltre se qualcosa del materiale rinvenuto sia già stato utilizzato per compiere reati.

VIDEO

 

FONTE: www.torinotoday.it