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Cronaca

PRETE IN MANETTE: UN TUFFO NEL PASSATO…COSI’ TANTO ATTUALE

PRETE IN MANETTE: UN TUFFO NEL PASSATO…COSI’ TANTO ATTUALE
ottobre 13
12:11 2014

Vi racconto “la storiella” di Don Lauro Costantini, preso a titolo di cattivo esempio,uno dei tanti, che fa ancora il prete a Sezze nonostante avesse  intascato i soldi destinati alla sua comunita’ terapeutica.

Riportiamo un vecchio articolo dell’archivio 1995…

(9 marzo 1995) – Dal Corriere della Sera

Prete in manette: speculava sui tossicomani.
E’ finito in carcere con l’ accusa di abuso d’ ufficio don Lauro Costantini, 56 anni, dirigente della comunita’ terapeutica “Gente Nostra” di Sezze, in paese che sorge a una manciata di chilometri da Latina.

Insieme con lui, i carabinieri del Comando provinciale del capoluogo pontino diretti dal colonnello Francesco Basso, hanno arrestato il suo segretario, Federico Bartoli, 31 anni.

Il sacerdote e’ stato ammanettato dopo una serie di accertamenti disposti dai militari della Stazione di Sezze e da quelli del Nucleo operativo della Compagnia di Latina. La comunita’ (che godeva di consistenti contributi da parte della Regione Lazio) e’ stata chiusa e i locali sono stati “sigillati” per ordine della magistratura.

Il prete, da due anni sospeso “a divinis” per questioni relative al suo periodo da parroco a Roccagorga, un paese in provincia di Latina, e’ accusato di aver chiesto a ciascun tossicodipendente che voleva recarsi nella sua comunita’ cinquecentomila lire. Ancora. Secondo gli investigatori all’ interno delle due sedi di “Gente Nostra” (una in via Foresta e l’ altra in via Melogrosso) non venivano rispettati i programmi terapeutici.

I tossicodipendenti, inoltre, lamentavano di non essere alimentati a sufficienza: i carabinieri hanno invece trovato due magazzini pieni di viveri d’ ogni genere. In uno dei depositi gli alimenti erano scaduti.

I militari non escludono che i recenti casi di tossicodipendenti finiti in ospedale per problemi allo stomaco siano da collegare proprio con il fatto che avevano mangiato alimenti non perfettamente conservati nei locali della comunita’ .

A don Lauro sono state contestate anche le pessime condizioni nelle quali erano costrette a vivere le venti persone ospiti della comunita’ : sarebbero state accertate gravi violazioni alle norme igienico sanitarie e anche di questo il sacerdote dovra’ rispondere davanti al magistrato al quale e’ stato inviato il rapporto.

In carcere sono finiti anche tre tossicodipendenti che avevano ottenuto l’ affidamento alla struttura gestita dal sacerdote e che, a causa della chiusura disposta dai carabinieri, sono stati nuovamente arrestati: per loro, comunque, non ci sono risvolti legati alla vicenda che vede implicato il prete.

Le altre persone ospitate nel complesso sono state invece rispedite nelle rispettive case. Gli immobili nei quali era ospitata la comunita’ sono risultati di proprieta’ del sacerdote ed il valore degli stessi ammonta a circa quattrocento milioni.

Le indagini dovrebbero subire un nuovo impulso nelle prossime ore. Il sacerdote e il suo segretario saranno interrogati dal pubblico ministero ma le verifiche punteranno anche ad accertare in quale modo don Lauro abbia accumulato l’ ingente capitale che gli ha consentito di acquistare il complesso dove c’ erano i locali della comunita’ .

Questo accadeva 19 anni fa ma e’ tutt’ora così attuale e all’ordine del giorno.

Il disgusto verso tutto ciò…la rabbia per l’indifferenza che vaneggia nella Comunità Ecclesiastica, l’omertà indegna verso certi disgustosi personaggi, definiti “messaggeri di Dio”.

Ebbene si! Come tanti e tanti altri preti, anche lui esercita ancora il suo pastorato a Sezze (LT) dove stuprò (gli abusi sessuali vennero fuori solo nel 2001) e chiedeva soldi a tossicodipendenti in comunità e dove la gente, nonostante sappia la sua “storiella”, va, giornalmente, ad ascoltare le sue prediche.