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Cronaca

PRONTI ALL’ARRIVO DELLA TASI?

PRONTI ALL’ARRIVO DELLA TASI?
ottobre 06
09:02 2014

Si dovrà sborsare entro giovedì 16 ottobre la prima rata della Tasi in circa 5.200 città e paesi “ritardatari”, fra i quali Roma, che non avevano deciso l’aliquota entro il 23 maggio scorso: la seconda tranche sarà versata entro il 16 dicembre, data che vale anche nei Comuni nei quali si è già pagato prima dell’estate.

Sono 345 le amministrazioni locali del Lazio che hanno pubblicato la delibera ad hoc sul sito web delle Finanze. Il tributo serve a coprire servizi come l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, l’anagrafe, la sicurezza.

Occhio alla rendita catastale

Base imponibile e metodo di calcolo sono quelli dell’Imu: si parte dalla rendita catastale, la si rivaluta del 5 per cento e si moltiplica poi il risultato per il coefficiente che varia a seconda il tipo di immobile (per le abitazioni è 160); sul valore ottenuto si applica l’aliquota comunale, con eventuali detrazioni.

Un esempio? Marito e moglie possiedono al 50 per cento un appartamento con rendita catastale pari a euro 400 e l’aliquota stabilita dal Comune è il 2,5 per mille: bisogna moltiplicare 400 per 1,05, il risultato per 160 e ancora per 2,5 e poi si divide per 1.000; il risultato è 168 euro: ciascuno dei coniugi ne pagherà 84.

Il risultato va diviso a metà e pagato con modello F24 o bollettino postale: nel primo caso bisogna indicare il codice tributo: abitazione principale e relative pertinenze 3958; altri fabbricati 3961; fabbricati rurali ad uso strumentale 3959; aree edificabili 3960. Il resto sarà dovuto a fine anno.

Aliquota per chi abita nella Capitale

A Roma l’aliquota è al 2,5 per mille per abitazioni principali e relative pertinenze, tranne gli immobili accatastati come A1, A8, A9. Idem vale per: le case delle cooperative a proprietà indivisa, abitazioni principale dei soci assegnatari; quelle assegnate a uno dei coniugi dal giudice dopo separazione, annullamento o scioglimento del matrimonio e divorzio; gli alloggi sociali; quelli abitati dalle forze armate e dell’ordine; gli immobili posseduti a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari per via del soggiorno permanente, a patto che il bene non sia affittato; il cespite dato in comodato dai genitori al figlio con Isee sotto i 15 mila euro annui, utilizzato come prima casa. In questi casi si applica una serie di detrazioni (cfr. tabella in pagina): per il calcolo bisogna sommare la rendita catastale dell’eventuale pertinenza.

Le altre aliquote: 1,0 per mille per le abitazioni principali e relative pertinenze classificate A1, A8 e A9; 1,0 per mille per i fabbricati rurali a uso strumentale; 0,8 per mille per tutti gli altri immobili.

A carico dell’inquilino il 20 per cento

Quando l’immobile è occupato nella Capitale da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull’immobile, ad esempio un inquilino, quest’ultimo deve pagare il 20 per cento del tributo (a Rieti la quota scende al 10). Ciascuno è responsabile della sua porzione di tributo: se ad esempio l’affittuario non paga, al proprietario nulla può accadere. Ma se i proprietari di casa sono due, in caso di mancato versamento il Comune è autorizzato a rivolgersi indifferentemente all’uno o all’altro per ottenere la soddisfazione del credito.

Nelle detenzioni temporanee di immobili sotto i sei mesi la Tasi è dovuta soltanto dal possessore. Nei pochi Comuni che non hanno deliberato entro il 10 settembre si pagherà in un’unica soluzione entro il 16 dicembre con aliquota all’1 per mille.

Spesa media secondo la Cgia

La Tasi costerà agli italiani più dell’Imu 2012? In un Comune capoluogo su due sì, secondo i calcoli della Cgia, la confederazione artigiana di Mestre.

Quanto alla spesa media di tutti i contribuenti, la Uil stima un carico di 219 euro contro i 223 dell’Imu 2012. Nella Capitale si andrà a guadagnare rispetto a due anni fa: addirittura 269 euro in meno secondo la Cgia, circa 200 per il Comune. La Uil calcola risparmi di 99 euro per immobili con rendita catastale a 450 euro (-49 nelle famiglie con un figlio) e di 145 euro in caso di rendita a 750 (-95 in meno con un figlio a carico). A Frosinone e Latina gli importi medi più alti nella Regione, 189 e 184 euro.

 

FONTE: www.ilmessaggero.it