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Politica

INDIAN SIKH COMMUNITY ITALY: giustizia per i marò

INDIAN SIKH COMMUNITY ITALY: giustizia per i marò
agosto 26
10:00 2014

Arriva nelle case di tutti i cremonesi la campagna dei sikh per la liberazione dei marò prigionieri in India da oltre due anni. Cinquantamila volantini che da lunedì il popolo dei turbanti metterà nelle cassette della posta, partendo dalla provincia di Cremona per poi spostarsi a Brescia. «Il meteo fino ad ora ci ha fermato, ma da lunedì tutti al lavoro. Abbiamo già fatto stampare cinquantamila volantini e ne faremo stampare anche altri», spiega il presidente dell’Indian Sikh Comunity Italy, Kang Sukdev Singh.
È l’ultima iniziativa della comunità Sikh che in provincia di Cremona, a Pessina Cremonese, ha il tempio più grande d’Europa e che in pochi mesi ha raccolto diecimila firme al suo interno per chiedere l’immediata liberazione di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, promuovendo anche una manifestazione a Milano nella primavera scorsa. Ma perché ora il volantino? «Vogliamo che ci sia chiarezza. Io porto il turbante e magari vengo visto come un indiano e basta. No, io voglio che si sappia che io sono un indiano sikh e che non centro nulla con gli indù che tengono i due marò», argomenta Kang Sukdev Singh il quale ammette di sentirsi ormai italiano, dopo oltre vent’anni di vita e lavoro nella bassa Pianura padana. Il pieghevole, che in molti a questo punto si troveranno nella cassetta delle lettere a partire da domani, ripercorre dall’inizio la vicenda dei due fucilieri della Marina, una storia che i sikh sentono molto vicina anche perché assomiglia, per alcuni aspetti, a quella di tanti di loro in India: «Noi chiediamo che il Governo indiano faccia chiarezza sulla vicenda e sia fatta vera giustizia.
La stessa giustizia che la nostra comunità chiede da anni al Governo per i tanti sikh che si trovano ingiustamente nelle carceri indiane, accusati di crimini che non hanno mai commesso e ai quali sono stati fatti processi non giusti», si legge nel volantino. Scarsa fiducia nella giustizia indiana? «Noi chiediamo giustizia per loro e per le loro famiglie e che le leggi siano uguali per tutti, senza distinzioni di razza o di religione». E sulla vicenda dei marò, Sukdev è ancora più esplicito: «Non ci sembra normale che dopo oltre due anni ancora non sia stata fatta un’udienza.

Noi vogliamo che queste due persone tornino qui in Italia. Io vivo da vent’anni in Italia, qui abbiamo le nostre comunità e le nostre famiglie, gli italiani hanno dimostrato molta solidarietà verso di noi. Vogliamo chiarezza e giustizia: perché ancora non si è deciso e fatto nulla?».