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RAZZISTA FORSE NO,MA PREGIUDICATO SI

RAZZISTA FORSE NO,MA PREGIUDICATO SI
settembre 11
09:08 2014

Il percorso che ha portato alla nomina di Carlo Tavecchio a presidente della FIGC è stato segnato dalle polemiche scatenatesi in seguito alle parole pronunciate durante l’assemblea estiva della Lega Dilettanti,in riferimento alla questione dell’eccessivo numero di giocatori extra-comunitari presenti nel nostro campionato (Opti poba…). In seguito a questa uscita fuori luogo del neo Presidente,è montata una bufera enorme,che per poco non ha messo a rischio la sua elezione,favorendo la possibile nomina di un giovane dirigente come Demetrio Albertini.

Alla pioggia di critiche caduta sul povero Tavecchio,lui ha risposto di non essere affatto una persona razzista e anzi,di essersi più volte prodigato in aiuto di questi giovani giocatori che venendo da paesi lontani,si trovano ad affrontare notevoli difficoltà nel nostro paese.In aiuto a Tavecchio sono arrivati i commenti di molti dei suoi sostenitori e anche di alcuni giocatori,nonché di vecchie glorie del calcio italiano come Gigi Riva e Marco Tardelli.

Alla fine,la volontà di buona parte delle squadre di Seria A,B e Lega Pro ha avuto la meglio e in seguito alla nomina del nuovo Presidente della FIGC la polemica si è sgonfiata e anche l’indagine aperta dalla Federazione su richiesta della Fifa si è conclusa con l’archiviazione e le scuse del neo Presidente. Anche se a tutt’oggi è in corsa un’indagine UEFA per osservazioni di stampo razzista.

Fatto sta che oggi Carlo Tavecchio è il nuovo numero uno del calcio italiano,l’uomo che dovrebbe portare l’intero movimento fuori dalla palude in cui si è cacciato da qualche anno e che con il disastro della recente missione mondiale ha toccato,forse,il suo punto più basso. Allo stato attuale,non si può che sperare che con il suo operato,Tavecchio,riesca a ridare dignità e soprattutto un futuro al calcio nostrano, e quindi non ci resta che attendere i prossimi mesi per poter dare un primo giudizio.Ma una cosa di sicuro la possiamo già dire ed è che se il paese necessitava di una svolta e di un segno che anche in Italia le cose si possono davvero cambiare,probabilmente,la nomina di Tavecchio non risponde a questa esigenza,e non perché egli sia razzista o meno. Il curriculum di Tavecchio,tutt’altro che breve,è anzi notevole,con molte soddisfazioni,ma anche qualche nota dolente.

Ex esponente della Democrazia Cristiana,Tavecchio è stato sindaco di Ponte Lambro,sua città natale,per 4 mandati consecutivi dal 1976 al 1995.Durante la sua lunga carriera Tavecchio è stato anche consulente del Ministero dell’Economia per le problematiche di natura fiscale e tributaria riguardo alla sfera dell’attività sportiva dilettantistica e componente della Commissione Ministeriale, presso il Ministero della Salute,per le problematiche dell’impiantistica nazionale.
E fin qui,nulla di anormale se non fosse che Carlo Tavecchio è stato processato e condannato per ben cinque volte. È stato condannato a 4 mesi di reclusione nel 1970 per falsità in titolo di credito continuata in concorso,a 2 mesi e 28 giorni di reclusione nel 1994 per evasione fiscale e dell’IVA, a 3 mesi di reclusione nel 1996 per omissione di versamento di ritenute previdenziali e assicurative, a 3 mesi di reclusione nel 1998 per omissione o falsità in denunce obbligatorie e infine a 3 mesi di reclusione nel 1998 per abuso d’ufficio per violazione delle norme anti-inquinamento.

Ora,premesso che il Presidente Tavecchio abbia pagato il suo debito con la giustizia e quindi abbia tutto il diritto di poter vestire legittimamente i panni di massimo rappresentante del calcio italiano,non rischio molto nel dire che probabilmente sarebbe stato meglio affidare questo incarico ad una persona che sapesse un po più di calcio e po meno di evasione fiscale.