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Politica

RECORD DI DISOCCUPAZIONE POSITIVO PER RENZI

RECORD DI DISOCCUPAZIONE POSITIVO PER RENZI
novembre 29
17:51 2014

La disoccupazione in Italia continua a salire a livelli drammatici: 13,2%, un nuovo massimo storico.

È il peggior dato da quando sono iniziate le serie dell’Istat, ovvero dal 1977, quasi quarant’anni fa. Anche le persone in cerca di lavoro aumentano, arrivando a superare i 3,4 milioni. In un solo mese, da settembre a ottobre, l’Istituto di statistica ha registrato 90 mila disoccupati in più (3mila al giorno).

I giovani disoccupati tra i 15 e i 24 anni sono 708 mila e il tasso di disoccupazione arriva ormai al 43,3%. L’Istat spiega che l’incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all’11,9%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,7 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro, è pari al 43,3%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,9 punti nel confronto tendenziale.

La stagnazione prosegue nel quarto trimestre che si chiuderà con una crescita «pari a zero» (con una forchetta tra -0,2% e +0,2%). L’Istat, sulla base di questo dato, conferma che «per il 2014 il rallentamento dell’economia è previsto pari a -0,3%». Mentre sul fronte dei prezzi, secondo le stime preliminari su novembre l’inflazione è per il secondo mese consecutivo sopra lo zero con un +0,2% tendenziale (dopo il +0,1% di ottobre), e dopo l’allarme deflazione a agosto e settembre; resta invece negativa la variazione congiunturale, con la stima di un calo dello 0,2% a novembre rispetto al mese precedente.

Puntuale la replica “paravento” del premier Matteo Renzi che cerca, vanamente, di presentare un bicchiere mezzo pieno: «Il tasso di disoccupazione ci preoccupa, ma guardando i numeri il dato di occupati sta crescendo. Da quando ci siamo noi più di 100 mila posti di lavoro in più».

Questo trend viene confermato dal Ministero del Lavoro che segnala «un andamento positivo dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, pari ad oltre 400mila nuovi contratti, con un aumento tendenziale del 7,1% rispetto ad un anno prima». 

Certo che le analisi degli istituti specializzati, i giudizi di alcuni giornali economici stranieri e di alcuni istituti finanziari come Moody’s non confortano le affermazioni, volutamente illusorie più che speranzose, del nostro premier che cerca, finora con poco successo, di infondere ottimismo a una popolazione sfiduciata dalla deludente azione della classe politica vecchia e attuale.

 

FONTE: firenzepost.it