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Salute e Benessere

TARANTO: L’Ilva e l’endometriosi

TARANTO: L’Ilva e l’endometriosi
ottobre 29
21:02 2014

Desideriamo manifestare la nostra solidarietà alle donne affette da endometriosi della zona di Taranto e apprezziamo il fatto che il comitato Taranto Lider abbia preso a cuore la causa dei suoi cittadini.” ha affermato Jacqueline Veit, Presidentessa dell’AIE Onlus.

Sono state le emissioni nocive  dell’Ilva e della zona industriale di Taranto a causare la diffusione dell’endometriosi in Puglia e l’infertilità nelle donne della provincia ionica? È quanto vogliono sapere i componenti del comitato Taranto Lider, donne tarantine che da anni hanno intrapreso una battaglia a tutela delle migliaia di donne affette dalla grave e semisconosciuta patologia che, nei casi più gravi, può portare all’infertilità femminile.

Nelle prossime settimane il comitato cittadino Taranto Lider, infatti, presenterà un esposto-denuncia alla Procura di Taranto per la richiesta dell’accertamento dell’eventuale danno biologico subito da donne della provincia di Taranto affette da endometriosi e infertilità, in relazione alle emissioni di diossine e PCB provenienti dall’area industriale.

In una sola settimana sono già stati raccolti circa 60 casi di endometriosi ed è stata allestito un banchetto informativo per sensibilizzare la comunità locale e raccogliere sottoscrizioni.

Nel novembre 2011, il comitato inviò una richiesta ufficiale ai tre epidemiologi nominati dalla Procura nell’ambito dell’incidente probatorio del processo contro la dirigenza ILVA, per approfondire il legame tra l’inquinamento prodotto dal siderurgico e la diffusione di malattie croniche invalidanti come l’endometriosi.

Nella perizia gli epidemiologi avevano raccomandato, a causa dei tempi ridotti con cui il progetto di studio era stato condotto, ulteriori indagini volte a fare chiarezza su possibili implicazioni sulla salute riproduttiva, infatti, hanno spiegato che tra “le manifestazioni acute da diossine” c’è anche “l’endometriosi”.

Diversi studi scientifici hanno indagato la potenziale connessione tra l’esposizione a composti diossina-simili e la crescente prevalenza di endometriosi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1998 e poi la Scientific Commitee on Food dell’Unione Europea, nel 2000 hanno incluso l’endometriosi tra le patologie sensibili all’esposizione a tali inquinanti.

Taranto Lider invita la cittadinanza a partecipare e a sottoscrivere l’esposto qualora in possesso dei requisiti minimi (residenza a Taranto e provincia e cartelle cliniche attestanti endometriosi, menopausa precoce o infertilità). Per informazioni contattare il comitato all’indirizzo tarantolider@libero.it