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Cronaca

Vaticano ma quanto ci costi? Ecco i regali dello Stato alla Chiesa

Vaticano ma quanto ci costi? Ecco i regali dello Stato alla Chiesa
novembre 03
09:02 2014

Nessuno è al corrente dell’entità dei fondi pubblici e delle esenzioni di cui, annualmente, beneficia la religione che ne gode incomparabilmente più delle altre, la Chiesa cattolica nelle sue articolazioni (Santa Sede, Cei, ordini e movimenti religiosi, associazionismo, eccetera).

Non la rendono nota né la Conferenza Episcopale Italiana, né lo Stato.

È per questo motivo che l’Uaar (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) ha deciso di dar vita alla piattaforma I costi della Chiesa con l’obiettivo di presentare una stima di massima che sia la più attendibile e accurata possibile, citando estesamente le fonti e utilizzando metodologie trasparenti.

Ecco tutti i privilegi riservati alla Chiesa Cattolica secondo il sito icostidellachiesa.it

Tra le voci di spesa più corpose indichiamo:

€ 1.032.667.000 derivante dall’8 per mille, di cui circa il 60% proveniente da scelte non espresse;

€ 620.000.000 di esenzioni Imu (Ici, Tares, Tasi);

€ 1.250.000.000 per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole;

€ 325.000.000 di contributi statali alle scuole cattoliche;

€ 500.000.000 di contributi delle amministrazioni locali alle scuole cattoliche.

La stima aggiornata dei costi annui della Chiesa è 6.467.307.772 euro.

La cifra reale e precisa è quasi sicuramente ignota sia allo Stato, sia alla Chiesa.

Occorrerebbe infatti esaminare, delibera per delibera, capitolo di spesa per capitolo di spesa, il bilancio dello Stato e quelli di tutte le Regioni, le Province, i Comuni, gli enti pubblici, le società a partecipazione pubblica.

Occorrerebbe inoltre disporre di tutti i bilanci delle diocesi, delle parrocchie, degli enti ecclesiastici, delle associazioni cattoliche. Un’impresa impossibile per chiunque.

Altri ci hanno provato nel recente passato a fare i conti: Piergiorgio Odifreddi (Perché non possiamo essere cristiani, 2007) l’ha stimata in 9 miliardi di euro l’anno, Curzio Maltese (La questua, 2008) in 4,5 miliardi, l’Ares (La casta dei casti, 2008) in 20 miliardi.